Glossario

Partiamo proprio dall’inizio, ovvero dai componenti essenziali dell’oggetto vintage per definizione che alla fine di questo viaggio ti sarà venuta voglia di acquistare: il giradischi.

Automatico o manuale, dalla linea retrò o dal design moderno, a trazione diretta o a cinghia, ogni giradischi consta di 11 elementi principali, di seguito elencati:

  • piatto;
  • tappetino;
  • perno di centraggio;
  • adattatore;
  • testina;
  • puntina;
  • dispositivo antiskating;
  • braccio;
  • contrappeso;
  • meccanismo di Cueing;
  • regolatore di velocità.

Vediamoli nel dettaglio.

Il piatto è la base rotante sul quale adagerai i tuoi vinili (a 33 giri o a 45 giri), ed il meccanismo che lo mette in azione e che (insieme ad altri elementi che descriveremo sotto) consente la riproduzione del tuo vinile, può essere a trasmissione diretta o a trasmissione a cinghia. Nel primo caso, il piatto è direttamente fissato sul motore e per questo si osserva una maggiore forza di rotazione che permette una velocità costante e la possibilità di agire manualmente per ruotare il disco anche in direzione opposta a quella di riproduzione naturale, mentre nel secondo caso il moto di rotazione viene trasmesso al piatto tramite una cinghia che di contro offrirà una riduzione delle vibrazioni e quindi una qualità di riproduzione migliore rispetto all’altro sistema.

Tra piatto e vinile è appoggiato il tappetino (chiamato anche mat), realizzato in feltro, in sughero o, più recentemente, in gomma. Ha la funzione di evitare eventuali variazioni di velocità del disco che potrebbe scivolare in mancanza di un dispositivo come questo che lo ancora al piatto,  e di assorbire le alte frequenze prodotte dalla puntina.

Il perno di centraggio è l’asse intorno al quale ruotano piatto e, naturalmente, il vinile durante la riproduzione.

L’adattatore è un dispositivo realizzato solitamente in plastica, utilizzato per permettere di posizionare al centro del piatto i dischi a 45 giri (venduti fino ai tardi anni ’80 del secolo scorso), chiamati anche 7 pollici per via del loro diametro ridotto rispetto ai classici 33 giri, la cui caratteristica – nella stragrande maggioranza dei casi – era quella di avere un foro al centro largo circa 4 cm e dunque impossibile da riprodurre in mancanza di un supporto che adattasse questo foro alle dimensioni del perno di centraggio.

Elementi di un giradischi adattatore 45 giri

La testina è il componente tecnologicamente più avanzato dell’intero apparecchio: essa interpreta i segnali letti dalla puntina solcando il vinile e li trasforma in musica. Il logorio subito nel corso del tempo rende necessario cambiare la puntina o addirittura la testina dopo un tot di ore.

La puntina è realizzata normalmente in diamante o in zaffiro ed il suo compito è quello di interpretare le microscopiche informazioni che sono state impresse sul disco al momento dell’incisione e che hanno assunto la forma delle “imperfezioni” del microsolco.

Per fare questo, la puntina legge entrambi i lati del microsolco impresso sul vinile, ciascuno dei quali corrisponde ad una delle due tracce audio (destra e sinistra) che consentono la stereofonia. Il dispositivo antiskating impedisce che il braccio trascini la puntina verso il centro del disco, causando uno squilibrio nella sua lettura e come conseguenza un logorio più rapido di uno dei due lati del microsolco, cosa che alla lunga causerebbe una più bassa intensità del suono in una delle due casse speaker. Per questo motivo, aspetto fondamentale per una migliore fruizione del suono è la manutenzione della puntina e l’attenzione da tenere per la sua sostituzione

Elementi di un giradischi testina

Il braccio è l’asta che collega la testina alla struttura portante del giradischi. Il contrappeso è un piccolo peso regolabile, posizionato sul braccio all’estremità opposta alla testina, che serve a bilanciare il peso di questa sul disco, in modo tale che la pressione dello stilo di lettura, cioè quella esercitata dalla puntina sul microsolco, sia quella giusta da permettere una qualità di riproduzione ottimale senza danneggiare il disco.

Elementi di un giradischi braccio

Il meccanismo di Cueing permette di abbassare ed alzare il braccio e conseguentemente la testina sul disco mentre questo è in moto, con un movimento verticale deciso, delicato e preciso, sia esso azionato automaticamente o manualmente dall’utente, utile ad evitare graffi al vinile e la loro fastidiosa riproduzione.

Il regolatore di velocità permette di modificare la velocità di rotazione del piatto, adattandola per il corretto ascolto dei diversi tipi di dischi, siano essi a 33, 45 o 78 giri.

Ecco una ulteriore lista di termini tecnici che è utile conoscere:

  • overhang;
  • offset;
  • wow/flutter;
  • cantilever;
  • pitch control.

Poiché generalmente il braccio del giradischi è più lungo del raggio di piatto, con overhang si intende la distanza tra la puntina ed il perno di centraggio.

Offset è invece l’angolo di rotazione definito dalla puntina ed il proprio braccio e serve per permette che la stessa puntina sia perpendicolare rispetto al microsolco.

Il flutter è il rumore che fa il giradischi quando è in azione. 

Il cantilever è l’asta alla quale è attaccata la puntina.

Il pitch control serve a regolare la rotazione del disco, operazione assai utile ai dj per la loro attività di miscelazione di brani dalla diversa velocità.

 

Per dead wax si intende la porzione di vinile prossima all’etichetta centrale del disco, dopo l’ultima traccia del lato, lungo la quale il microsolco prosegue senza esservi inciso alcun altro suono. Qui, in caso di giradischi automatici, braccio e puntina hanno tempo e modo di sollevarsi e tornare in posizione di partenza. Di solito, su questa parte vengono incisi a mano dei codici alfanumerici che identificano l’impianto usato per produrre il vinile, l’etichetta ed altre informazioni tecniche riservate agli specialisti della fonoincisione.

La gatefold è la copertina apribile.

Con artwork si indica la grafica di copertina.

Il booklet è il libretto interno, separato dalle componenti essenziali della copertina, che normalmente contiene i testi del disco, i ringraziamenti dell’artista ed altre notizie correlate ai contenuti audio (ad esempio, nei casi di concept album, tutti gli elementi necessari a definire i tratti essenziali della storia raccontata o delle finalità del progetto).

L’espressione inner sleeve indica la bustina interna alla copertina, contenente il vinile (che può anche essere rivestita di una speciale pellicola che lo protegge dai graffi), dove solitamente trovano spazio i testi dei pezzi, le foto dell’artista, i ringraziamenti ed altre notizie riguardanti l’opera.

Con inside si definisce la parte interna della copertina apribile (tergo).

La shrink wrap è la pellicola trasparente che avvolge il disco appena acquistato.