Batti il tuo tempo

Onda Rossa Posse copertina Batti il tuo tempo
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Gli Assalti Frontali, da molti considerati il miglior gruppo rap italiano passato e presente, ebbero precursori interessanti come questa Posse. Il nome deriva dalla storica radio romana Onda Rossa, nata nel 1977 sulla scia dell’avvio delle radio libere locali e portavoce delle istanze di diversi soggetti rivoluzionari emergenti da quegli anni in qua. Chiaro dunque era l’intento militante di siffatto progetto musicale (qui disponibile solamente in streming).

L’Onda Rossa Posse fu costituita proprio da Militant A, che diverrà poi la storica voce degli Assalti, e da Castro X, che farà pure parte del collettivo Assalti Frontali ma sarà anche la voce degli AK47, altra formazione militante romana. Alcune delle basi per i pezzi di questo EP vennero fornite dalla band trip hop Brutopop, che proseguirà il proprio percorso all’interno del circuito dell’underground politico italiano continuando a collaborare con gli Assalti.

Il vinile che Discosauro ti presenta vendette qualche migliaio di copie seguendo una distribuzione che non coinvolse i negozi di musica: l’epoca era ancora quella della registrazione domestica su musicassetta dei dischi presi in prestito, ed infatti la stessa scritta in calce, sul retro di copertina, invitava a riprodurre ed a far circolare il disco, “con ogni mezzo necessario”, potremmo aggiungere citando Malcolm X. In effetti, questi era uno dei riferimenti culturali del nostro collettivo, insieme a Che Guevara, a Huey P. Newton ed i suoi Black Panthers, ed altri. Il disco si apre con il pezzo che dà il titolo all’intero progetto: l’intro è di Ennio Morricone mentre la base è la versione strumentale di “I go to work” di Kool Moe Dee, rapper old school americano, versione che si adatta perfettamente al tiratissimo rap politico dei nostri. Cinque pezzi in tutto, tra cui la altrettanto celebre “Categorie a rischio” ed “Omaggio a Sante”, dedicata a Sante Notarnicola, ex brigatista e poeta. Tornando ai riferimenti culturali citati sopra, il disco si inserì nel solco di una serie di espressioni musicali ed artistiche che fecero da cornice alle rivendicazioni della “Pantera”, movimento studentesco che si mobilitò tra il 1989 ed il 1990 e che fece proprio il celebre simbolo dei Black Panthers americani: ancora sul retro di copertina, compariva questo simbolo, integrato con una altrettanto iconica stella a cinque punte.

La bustina interna riporta i testi delle canzoni, autentiche rappresentazioni della vita delle periferie senza nessun tipo di mediazione colta, ed è zeppa di ringraziamenti a personaggi di elevata caratura hip hop, Chuck D dei Public Enemy, N.W.A. e De La Soul su tutti.

“Nessuno vuole che si ferma. Giù dal fondo, una pantera nera sta colpendo, uscendo da una stella”.

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