People Pie

Africa Unite copertina People pie
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“People pie” è il terzo album degli Africa Unite, o, meglio, degli “Africe United”, come ancora si facevano chiamare nel 1991, a dieci anni dalla loro fondazione ad opera del pianista Madaski, al secolo Francesco Caudullo, e del folletto Bunna, Vitale Bonino, unici membri del nucleo originale ancora oggi in formazione (qui la versione in streaming).

In questo giro, alla chitarra trovi Max Casacci, anche lui torinese, cioè colui che diverrà poi la mente dei Subsonica e che consegnerà in dote a questi ultimi alcuni pezzi scritti originariamente per gli Africa. Alle percussioni c’è invece Papa Nico, ovvero Nicola Paparella, proveniente dai Rough, gruppo oi! che insieme ai Nabat sono da considerare tra le prime formazioni del genere in Italia. Il sassofono è invece nelle mani di Paolo Parpaglione (soprannominato “the Angelo”), che negli anni successivi dividerà i propri impegni tra la band in esame ed i Bluebeaters di Giuliano Palma.

In copertina, c’è una foto sgranata che ritrae una moltitudine di gente (una “torta di persone”, appunto) tra cui si intravede Bunna. Titolo e nome del gruppo sembrano siano scritti con un pennarello. I pezzi sono tutti in lingua inglese e purtroppo sulla bustina non c’è lo straccio di un testo né di una foto. Ad aprire la tracklist c’è Politics, pezzo che verrà riproposto nel 2000 all’interno dell’album “Vibra” con una splendida versione riarrangiata per essere suonata dal quintetto di violinisti e violoncellisti “Architorti”.

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